Come risolvere l’escape automatico di un template MODX

mag 04

Da qualche giorno mi sono messa alla scoperta di MODX. Ho testato sia la nuova versione Revolution, che la vecchia Evolution. Per ora, mi sono impuntata sulla Evo, in quanto è più facile trovare guide, tutorial, consigli, etc.

Il problema è sorto all’inizio… mentre stavo creando un template in HTML al momento del salvataggio, MODX mi aggiungeva un escape (per chi non è pratico è lo slash / ) davanti ad ogni apice o doppio apice.
Al solito ho iniziato a fare ricerche su google, in italiano, inglese, aramaico, ma non ho trovato nulla. Così alla fine, spulciando in qua e in là ecco che trovo la soluzione, che riporto anche qui, in modo da rendere più facile la vita a chi inizia ad usare questo CMS.
In pratica dobbiamo disabilitare le magic quotes tramite il file php.ini (in locale sarà facile trovarlo con una semplice ricerca) o il file .htaccess

Nel caso vogliamo modificare il file php.ini, aprimo il file e troviamo la parte delle magic quotes. Modifichiamola con questo codice:

; Magic quotes
;


; Magic quotes for incoming GET/POST/Cookie data.
magic_quotes_gpc = Off


; Magic quotes for runtime-generated data, e.g. data from SQL, from exec(), etc.
magic_quotes_runtime = Off


; Use Sybase-style magic quotes (escape ' with '' instead of \').
magic_quotes_sybase = Off

 

Nel caso invece che vogliamo modificare il file .htaccess, inseriamo il seguente codice:


php_flag magic_quotes_gpc Off

 

Personalmente ho risolto il problema in locale modificando il file php.ini, quindi non do per certo la funzionalità del file .htaccess e ovviamente prima di effettuare qualsiasi modifica su questi file vi consiglio di essere esperti del settore o comunque di sapere cosa state facendo. :)

La documentazione ufficiale la trovate qui.

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La seconda volta

mar 11

Mi piace l’odore di primavera. Non so, mi mette allegria. Personalmente odio l’inverno, il freddo incessante… ma anche il troppo caldo.
In questo periodo poi sto iniziando a “carburare” e ciò mi fa essere veramente contenta. :)

A parte questo, è arrivata la seconda volta (il mio secondo live). Era un contest, ma sinceramente abbiamo partecipato con l’unico scopo di suonare e di farci un po’ le ossa. Alla fine siamo veramente all’inizio (didatticamente) e affrontare i primi palchi (anche se piccoli) è difficile, soprattutto perché entrambi pecchiamo in esperienza. Però devo dire che nonostante tutto, nonostante l’emozione, l’adrenalina, gli sbagli, ce la stiamo cavando alla grande e questo mi rende molto orgogliosa di tutto il lavoro che abbiamo fatto fin’ora e la passione che ci abbiamo messo!

La batteria è uno strumento che mi è sempre piaciuto, finché non l’ho provato e me ne sono completamente innamorata. A detta di molti “esperti di forum” musicali, Meg White (la batterista dei The White Stripes – di cui facciamo le cover) non sapeva suonare. Sinceramente non sono d’accordo, certo molto probabilmente non aveva la stessa tecnica e potenza di Keith Moon o di John Bonham, ma Meg ha due caratteristiche che la rendono unica nel suo genere: il tempo e il forte feeling col chitarrista, Jack White. E poi vorrei sottolineare che ha iniziato a suonare a 23 anni, dopo che Jack le ha dato due bacchette e le ha detto “suona!”.
Ovviamente suonando la batteria e facendo cover dei The White Stripes devo per forza imitarla e riprodurre il suo suono alla perfezione… e vi dico la verità: per quanto i pezzi possono sembrare tutti uguali (a livello di percussioni) e per quanto possono essere semplici, in realtà non è così. Essendo un gruppo solo chitarra e batteria, molte volte ci sono spazi vuoti che proprio quest’ultima deve andare a coprire, quindi il tempo è fondamentale (lo so che è fondamentale sempre, ma qui ancora di più) e non solo, dev’esserci una perfetta coordinazione e alchimia col chitarrista, perché molte strofe si accompagnano insieme. Cioè la batteria in questo caso non si limita solo ad accompagnare la musica, ma la musica la crea proprio fondendosi con la chitarra, creando così un unico suono..
Questa canzone è un tipico esempio di ciò che voglio dire:

Immagine anteprima YouTube
The White Stripes – The hardest button to button

 E per concludere il mio noioso pensiero ;) questo era il “finto poster” grafico che avevo creato per l’evento… prendendo spunto da un poster degli ultimi concerti dei The White Stripes. :)

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La prima volta

feb 20

E’ successo, lo scorso 3 febbraio. Essendo stato un’evento molto importante, ci tengo ad appuntarlo qui, anche se siamo a distanza di quasi un mese.
L’adrenalina, l’ansia pre-prestazione, la calma apparente, la paura di sbagliare, di trovarsi nella tipica situazione dove se sbagli fai una grandissima figuraccia.
Ovviamente sto parlando del mio primo live da musicista. :)
Quando ho iniziato ad andare a lezioni di batteria non mi è mai passato per l’anticamera del cervello che avrei dovuto affrontare palchi con 50 persone davanti (perché non stiamo parlando di riempire l’Alcatraz di Milano, eh!), ma nemmeno l’idea di suonare per 2 persone! Mi metteva ansia solo il pensiero e sapevo che non ne sarei mai stata capace.
E invece poi tutto è cambiato e fu così che arrivò della mia vita Andrea, ragazzo splendido e super fan dei The White Stripes. Abbiamo deciso di mettere su un gruppo che portasse le loro canzoni anche qui in Italia, dove purtroppo i WS sono conosciuti solo per “Seven Nation Army”, rinominata brutalmente “Po-po-po-po”, dopo i mondiali di calcio 2006.
Così ci siamo chiusi per mesi in sala prove ed abbiamo provato e riprovato.

Tralascio tutta la storia del gruppo e ritorno alla sera del 3 febbraio scorso. Come prima prova è andata alla grande, abbiamo suonato bene e sono troppo soddisfatta. Poi è un’emozione troppo bella e assolutamente da provare. Pensi di non farcela, pensi che non ti ricorderai il tempo, le battute, ma poi quando sei là sopra, col tuo strumento tra le mani, ti viene tutto spontaneo e se sbagli, pace, si ricomincia.

Questa era la locandina che avevo preparato per l’evento. Ci hanno avvertito due giorni prima ed essendo anche il primo live abbiamo deciso di pubblicizzarlo poco. Quindi mi sono limitata a fare una locandina ironica, che chi è un po’ nerd capirà (mi scuso per la scarsa qualità, ma per fare prima l’ho scaricata dala pagina Facebook del gruppo).

White Blood Cells - Live

 

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Creare, disfare e ricreare

gen 30

Ormai credo di essere diventata un pensiero vagante. Passo giorni a pensare e ripensare (anche quando lavoro) e grazie a questo ultimamente pecco d’ispirazione. Ho un sacco di idee che vagano senza meta nella mia testa. Ognuna ha un punto di partenza, ma non riesce a trovare l’arrivo e dunque si ritrovano tutte così, a vagare. Un miscuglio di pensieri e idee, ecco. Che ovviamente comportano le solite domande (come, dove e quando) e sbalzi d’umore pazzeschi. Il tutto contornato dal fatto che il tempo passa, la ruota gira e io, per un motivo o un altro, non riesco a salirci sopra per girare con lei.
In pratica, sento che sto perdendo tempo. Ma forse non è così… o forse sì.

Cerco di non demordere, di fare il punto di tutto e iniziare, in un modo o in un altro, devo iniziare.
Prendo spunto da un post che avevo iniziato a scrivere circa 20 giorni fa:

“Creare, disfare e ricreare… farlo in continuazione senza mai fermarsi. Inventarsi sempre cose nuove. Tentare e fare il massimo per riuscire in ciò che più ci piace.”

Creare, disfare e ricreare… intanto, finalmente ho creato il mio spazio web “professionale” e sono soddisfatta, con un gran mal di testa, ma soddisfatta.

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Sempre in ritardo

dic 31

Ieri ho fatto una bella pulizia nei cassetti della mia scrivania. Ho trovato un sacco di fogli e foglietti datati dal 2001 ad oggi, ricevute, bigliettini, appunti.. poi un foglietto: “Non smettere mai di inseguire ciò che desideri”. Non so chi l’ha scritto, non era firmato, ma penso sia di mio zio per chissà quale compleanno o natale. Ecco, questa è una delle tipiche cose che ti accadono nel momento giusto.
Passo le mie giornate tra codici di sviluppo web, colori, forme vettoriali, foto, fonts, etc. e ogni giorno che passa imparo sempre cose nuove, tecniche nuove, sperimento, cancello, ricomincio, ricancello. Sogno.
Quando poi completo la mia “opera”, è tanta la soddisfazione, ma veramente tanta. Leggo commenti su siti e blog di Freelancer o di persone che fanno questo per mestiere, e la situazione in Italia (come penso, attualmente, in tutti i settori) è disastrosa.
Il mestiere del Web Designer in Italia non è considerato un mestiere (almeno per la maggior parte della gente), bensì un gioco. Dunque molte persone si ritrovano a fare lavori sottopagati, per ore che vanno anche ben oltre le solite 8 ore giornaliere. Si ritrovano a creare per poi distruggere perché al cliente (perennemente indeciso) non piace un determinato colore o una scritta, per poi ricreare e riprogrammare esattamente tutto com’era prima perché il cliente ha ricambiato idea. Dopo circa un’infinità di indecisioni e cambi di idee, ore spese su codici, su grafiche, su testi, al momento del pagamento il cliente ti chiede il solito sconto (magari su un lavoro già scontato).
Ho creato una storiellina a caso, un flash che mi sono fatta nella mente dopo aver letto decine di commenti di Web Designers veramente stanchi.
In Italia arriviamo sempre in ritardo e siamo in ritardo anche con la grande potenza che ci offre il web. Vedo sempre più piccole aziende che si fanno fare siti scadenti, fatti a stampino e pagati uno stonfo da aziende di proprietà di veri colossi nazionali e internazionali.
Ma come si fa a cadere nella trappola di questi “colossi”?? Cioè se devo tirare fuori migliaia di euro, voglio che il mio sito sia bello, leggero e soprattutto pratico e funzionale. Non di certo uguale identico all’azienda che sta nella via parallela alla mia, con stesso colore e stessa font-family, dove le uniche cose diverse sono il titolo, i contenuti e le tre foto (dimensioni massime circa 300 x 400 pixel) o magari un video (dal montaggio e grafica ovviamente scadente).

Detto questo, spero solo che la gente si svegli e anche presto.. soprattutto i piccoli imprenditori o presunti tali.

Finisco in bellezza l’ultimo post del 2011, naturalmente per chi mi segue dagli albori sa quanto queste feste per me siano inutili. Il capodanno, l’inizio dell’anno, l’inizio di una nuova vita, l’inizio di… eh?! Ma stiamo scherzando??? Domenica per me sarà solo l’inizio di un nuovo mese, gennaio, dove troverò i soliti problemi di vita comune.
Non mi serve un anno nuovo per inseguire i miei sogni, non mi serve spendere un sacco di soldi per “Cenoni” e viaggi… voglio solo  imparare sempre di più ciò che mi piace fare e mi da soddisfazione, voglio arrivare agli obiettivi che mi sono preposta, voglio vedere per una volta il mare d’inverno e sentire come il vento smuove le acque mentre il freddo mi congela le ossa… e magari farmi una bella risata aspettando la profezia Maya. ;)
Cheers! Alla vosta.

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Una promessa

dic 17

Scrivo stanchissima dopo un viaggio di ritorno nemmeno così tanto lungo. Stanca perchè sono stati giorni intensi, un viaggio intenso. I tipici momenti dove stacchi per un po’, rivedi persone alle quali tieni tanto e che vorresti avere accanto ogni giorno, ma che purtroppo rivedi solo qualche giorno l’anno (e se tutto va bene). Quando finiscono e stai per tornare alla normalità, pensi e ripensi a tutto, al solito, e sinceramente il viaggio non aiuta affatto.
Perché ci sono quei posti che hai sempre sognato e che sogni ancora, che quando ti fermi proprio là, in quei luoghi, ti basta respirare l’aria di quella zona che il cuore comincia a battere in una maniera esagerata e vieni sopraffatta dalla nostalgia e da nuovi obiettivi che ti poni per placare quel senso di disagio.
E’ stato così, è così e sarà così tutte le volte. Non so il motivo, non lo so davvero, ma le sensazioni che mi provoca il sapore di quella città non me le provoca nessun’altra cosa.

Tornata a casa ho aperto Facebook, il social network più popolare del mondo sembra si sia deciso finalmente a rendere disponibile a tutti questa nuova versione con il “Diario” e la famosa e chiaccherata Timeline. Che dire, mi piace.. se non fosse che mi spiattella in faccia tutto ciò che ho scritto da quando mi sono iscritta (1° novembre 2008 – già, c’è scritto anche questo!) e dunque periodi belli e periodi meno belli.

E poi.. all’improvviso un colpo al cuore, impossibile da cancellare, che sta sempre qui…

Anche se non puoi sentirmi, vorrei ringraziarti, per tutto ciò che hai fatto per me. Non finirà mai il mio amore per te. Sei la mia stella e lo sarai sempre…e so che continuerai a guidarmi e a proteggermi come hai sempre fatto. Ti ho fatto una promessa e così sarà. Sempre.

(30 settembre 2009)

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Appunto grafico

dic 10

Alla fine ho modificato leggermente anche la grafica di questo blog. Erano diversi giorni che cercavo un tema che m’ispirasse, che fosse bello, pratico e serio, ma allo stesso tempo anche “simpatico”. Non ho trovato niente di niente e pensandoci bene questo template mi piaceva. Alla fine ho deciso di mantenerlo e nella sua semplicità l’ho leggermente ritoccato.
Mi piacciono le cose semplici e intelligenti e amo Firefox e ovviamente il css e l’html.

Stasera sono stanca. <chiudo></qui>

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